Specialista chirurgia dell'anca

terapia infiltrativa

soluzioni avanzate per controllare i sintomi dell'artrosi

Terapia infiltrativa

La terapia infiltrative dell’anca consiste nell’iniettare all’interno dell’articolazione dei medicamenti o delle sostanze medicamentose che servono principalmente a controllare i sintomi della patologia, quali il dolore e la limitazione funzionale. Non si tratta di un trattamento chirurgico completo, in quanto non permette di correggere le alterazioni strutturali dell’articolazione, conseguenti all’artrosi. Non consente quindi di correggere le deformazioni ossee, cartilaginee o del labrum e delle altre strutture endoarticolari. Si applica quindi soprattutto in 2 casi:

  • Quando non è possibile eseguire un intervento chirurgico completo, a causa delle condizioni cliniche del paziente (grave miocardiopatia; età molto avanzata; grave insufficienza epatica o renale; nei casi di neoplasia)
  • Nei casi post chirurgici, quando non si raggiunge la completa risoluzione dei sintomi, dopo aver eseguito una trattamento in artroscopia o in chirurgia riparativa aperta.

Tutte le forme di terapia infiltrativa devono essere eseguite in ambiente sterile (talvolta in sala operatoria) e sotto il controllo radiografico o ecografico, per garantire che il medicamento sia iniettato correttamente dentro l’articolazione. E’ per lo più necessario eseguire solo un’anestesia locale o una leggera sedazione e la terapia viene eseguita in regime ambulatoriale o con in ricovero in Day Hospital.
Esistono due forme di terapia infiltrativa:

  • La supplementazione o VISCOsupplementazione. Consiste nell’infiltrazione di medicamenti o sostanze che permettono esclusivamente la diminuzione o la risoluzione dei sintomi, sia pur temporaneamente. In questo senso questa terapia deve essere considerata esclusivamente palliativa.
  • ​L’infiltrazione di sostanze bioattive. Consiste nella somministrazione endoarticolare di sostanze cellulari autologhe che hanno una funzione rigeneratrice.

LA (VISCO)SUPPLEMENTAZIONE

  • Infiltrazione con anestetici. Gli anestetici locali iniettati dentro l’articolazione consentono una temporanea risoluzione del dolore. In alcuni casi però, la ripetuta infiltrazione permette di avere un’azione prolungata, grazie alla così detta “interruzione della via del dolore”. In poche parole la ripetuta anestesia locale permette di interferire con i meccanismi fisiologici che scatenano il dolore, dando un effetto prolungato. Con la diminuzione del dolore, anche la funzionalità e la capacità di movimento dell’anca possono migliorare. In alcuni casi selezionati si usa questa metodica come test diagnostico “Hip Injection Test”. Nei casi dubbi, qualora non si riesce a distinguere tra patologia endo ed extrarticolare, l’inoculazione endoarticolare di anestetico permette al medico di distinguere l’origine esatta del dolore.
  • Infiltrazione con cortisonici. I farmaci cortisonici hanno una spiccato effetto antinfiammatorio ed analgesico. Spesso i farmaci cortisonici sono infiltrati insieme ad un anestetico, per potenziarne gli effetti antalgici. In genere si esegue un ciclo di 3 infiltrazione settimanali, ripetibili ogni 6 mesi in regime ambulatoriale.
  • Infiltrazione con acido ialuronico. L’acido ialuronico è un costituente naturale presente nelle articolazioni. La sua funzione principale è la lubrificazione articolare, essendo una sostanza viscosa. Da ciò deriva l termine di “viscosupplemetazione”. Quindi l’acido ialuronico viene infiltrato all’interno dell’anca per facilitare lo scorrimento delle superfici articolari. Si tratta anche in questo caso di una terapia palliativa, ripetibile a cicli, che permette anche la diminuzione del dolore. Attualmente vi sono diverse molecole di acido ialuronico disponibili per la terapia infiltrativa. Quelle a basso e quelle ad alto peso molecolare. Le prime, che hanno una struttura più simile alle molecole naturali, necessitano di un numero maggiore di infiltrazioni per raggiungere un’efficacia ragionevole. Le seconde, meno naturali, hanno un’efficacia più duratura nel tempo e necessitano pertanto di un numero inferiore di somministrazioni.

INFILTRAZIONE CON SOSTANZE BIOATTIVE

  • Il PRP o Concentrato Piastrinico. Un semplice prelievo di sangue periferico (come quando si fanno gli esami di laboratorio), permette di selezionare, mediante una centrifugazione, la frazione di liquido ematico ricca di piastrine. Queste, una volta iniettate dentro l’articolazione, rilasciano le loro sostanze bioattive e contribuiscono a formare un coagulo nelle sedi dove la cartilagine è danneggiata. Lo scopo è quello di favorire il processo rigenerativo e riparativo dell’articolazione. Inoltre le sostanze rilasciate hanno anche un effetto antidolorifico ed antinfiammatorio. Per motivi di vitalità cellulare è più opportuno eseguire questo trattamento in pazienti di età inferiore ai 55 anni nelle donne e 65 negli uomini. Il trattamento può essere fatto in regime ambulatoriale.
  • Il prelievo del Midollo Osseo Autologo. Il midollo osseo è ricco di cellule staminali e mesenchimali, le quali vengono selezionate e concentrate sempre mediante centrifugazione. Anche in questo caso l’infiltrazione di questa sostanza all’interno dell’articolazione, facilita il processo rigenerativo e riparativo, ma in maniera più spiccata rispetto al PRP. Il prelievo del midollo osseo, pur non essendo invasivo, è comunque più impegnativo rispetto al prelievo dal sangue periferico e necessita di essere eseguito in anestesia locale. Non è necessario comunque eseguire incisioni cutanee o mettere dei punti di sutura. E’ necessario eseguire la procedura in sala operatoria ed anche in questo caso è più opportuno eseguire questo trattamento in pazienti di età inferiore ai 55 anni nelle donne e 65 negli uomini.
  • Il prelievo del Tessuto Adiposo Autologo. Il tessuto adiposo dell’adulto contiene la quantità più alta di complessi bioattivi impiegati nella medicina rigenerativa. Si esegue una piccola liposuzione, mediante aspirazione manuale. La sede del prelievo è generalmente la regione glutea o laterale della coscia, oppure la zona sottombelicale dell’addome. Il tessuto aspirato viene trattato mediante un procedimento che prende il nome di microfratturazione. È quindi depurato e concentrato e successivamente iniettato dentro l’anca. Il prelievo di tessuto adiposo autologo necessita di essere eseguito in anestesia locale. Non è necessario comunque eseguire grandi incisioni cutanee o mettere dei punti di sutura. E’ necessario eseguire la procedura in sala operatoria ed anche in questo caso è più opportuno eseguire questo trattamento in pazienti di età inferiore ai 55 anni nelle donne e 65 negli uomini.
FONTANA DR. ANDREA ORTOPEDICO | 34, Via Frova - 20092 Cinisello Balsamo (MI) - Italia | P.I. 02268200967 | Tel. +39 02 66012960 | dr.andreafontana@libero.it | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy | Sitemap
Powered by  Pagine Gialle  -  SmartSite