Specialista chirurgia dell'anca

interventi di chirurgia rigenerativa

riparare e trattare i danni alle cartilagini e alle articolazioni

Chirurgia rigenerativa

La cartilagine è il tessuto che ricopre le superfici ossee nelle nostre articolazioni.
Se possiamo muoverci, camminare o saltare è grazie ad esso. La cartilagine quindi ci permette di compiere i gesti quotidiani che fanno parte della nostra normale vita di relazione.
È un tessuto elastico ma al contempo resistente, costituito per circa l’80% di acqua e per il resto di molecole di collagene e di condroitina, le quali sono prodotte dalle cellule cartilaginee, i condrociti.
I condrociti sono cellule molto solitarie, non sono numerose e amano stare a debita distanza tra di loro, circondandosi appunto di molecole, in modo da non avere contatti diretti.
Questa loro caratteristica peculiare rende il tessuto cartilagineo estremamente delicato, per cui qualsiasi danno alla cartilagine non si ripara spontaneamente con facilità. Si può pertanto dire che il danno alla cartilagine è irreversibile.
L’artrosi in generale è una malattia degenerativa e progressiva che interessa sia l’osso, che la cartilagine. Direi principalmente la cartilagine! Ecco perché per trattare l’artrosi abbiamo bisogno di stimolare questo tessuto e le sue cellule.
La medicina e la chirurgia rigenerativa si occupano appunto di trattare il danno cartilagineo con le sostanze ed i dispositivi che possono stimolare i condrociti a rigenerarsi ed a rigenerare la cartilagine.

domande e risposte sulla chirurgia rigenerativa

  • Dove si trovano le cellule staminali? In tutto il nostro corpo, anche negli adulti, ma soprattutto sono presenti nel sangue, nel midollo osseo e nel tessuto adiposo.
  • Si usano cellule proprie? Si! Sono definite autologhe. Ciò significa che ogni individuo possiede le proprie cellule staminali e queste possono essere utilizzate per il trattamento di patologie, quali l’artrosi, senza correre il rischio di avere reazioni avverse (come il “rigetto”). Cosa che invece avverrebbe se si utilizzassero delle cellule da donatori.
  • Vi sono limiti di età? Si purtroppo! Nelle donne dopo la menopausa la vitalità di queste cellule si riduce progressivamente e pertanto il trattamento rigenerativo, se pur possibile, ha minori possibilità di essere efficace. Negli uomini permangono delle buone possibilità di un trattamento efficace anche dopo i 65 anni. Possono essere trattati tutti i casi di artrosi, anche quelli avanzati o molto avanzati? Se il grado di artrosi è grave o molto grave, il trattamento rigenerativo non è totalmente efficace. In questi casi la deformazione articolare è tale che il solo trattamento rigenerativo non basta a restituire all’articolazione una buona funzionalità. In tutti questi casi bisogna ricorrere ad altri tipi di chirurgia, prevalentemente protesica. Il trattamento rigenerativo ha una sua collocazione, come trattamento infiltrativo, in quei casi di artrosi avanzata in cui non è possibile eseguire altre forme di chirurgia, a causa delle condizioni cliniche generali del paziente. Il trattamento infiltrativo in questi casi sfrutta le proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche che le sostanze impiegate nella medicina rigenerativa hanno.
  • Come si esegue il prelievo delle cellule? Come detto in precedenza, le cellule staminali sono prevalentemente presenti nel sangue, nel midollo osso e nel tessuto adiposo.
  • Prelievo dal sangue: Si esegue un semplice prelievo di sangue periferico, come quando si fanno le normali analisi. Questo sangue viene centrifugato, in modo da dividere le cellule dalla parte liquida. Si ottiene pertanto un prodotto fluido, ricchissimo di cellule e soprattutto di piastrine. Il Così detto “Concentrato piastrinico” o “PRP”. La quantità di cellule mesenchimali in questo prodotto è molto bassa. Sono maggiormente presenti le piastrine, le quali rilasciano delle sostanze che hanno una certa capacità nello stimolare la rigenerazione, oltre ad altre che hanno principalmente delle proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche.
  • Prelievo dal midollo osseo: Si esegue un prelievo dalle ossa del bacino. Si inserisce un ago all’interno dell’osso e si esegue il prelievo per aspirazione. Non è in genere necessario eseguire un’anestesia, basta una semplice sedazione farmacologica. Non è necessario eseguire incisioni chirurgiche ampie o dare punti di sutura. Analogamente a quanto detto per il prelievo del sangue periferico, l’aspirato midollare ottenuto viene centrifugato in modo da selezionare la componente cellulare. Questa componente risulta essere molto ricca di cellule mesenchimali. Queste cellule mesenchimali derivano direttamente dalle cellule staminali ed hanno già avuto una differenziazione verso la linea cellulare che riguarda il tessuto cartilagineo, osseo e fibroso. In ultimo questa frazione centrifugata viene direttamente iniettata all’interno dell’articolazione. Nella camera articolare le cellule iniettate sono stimolate verso il processo rigenerativo.
  • Prelievo da tessuto adiposo sottocutaneo: questa tecnica è la più innovativa e sfrutta la disponibilità del tessuto adiposo a fornire le cellule necessarie per il processo rigenerativo. Nel tessuto adiposo vi è la più alta concentrazione di cellule staminali nell’adulto. Questa procedura prevede una piccola liposuzione manuale per aspirazione. Il tessuto adiposo aspirato viene, direttamente in sala operatoria o in ambulatorio, microfratturato, depurato e concentrato. Si ottiene un liquido gelatinoso che contiene un’alta concentrazione di “unità bioattive “. Queste contengono le cellule mesenchimali ed altri fattori biologici che stimolano ed alimentano le cellule stesse. Anche in questo caso questo liquido gelatinoso viene iniettato dentro l’articolazione dove svolge la sua attività rigenerativa, antidolorifica ed antinfiammatoria. Come nel caso precedente del prelievo dal midollo osseo, non è necessario eseguire grandi incisioni chirurgiche né tanto meno porre dei punti di sutura.
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